Dreamer Image Post

Gli ultimi 90 giorni di gravidanza

32+1

25 April 2016

Il terzo trimestre di gravidanza fin ora per me è il periodo migliore:

  1. Non vomito (quasi) più e già da solo questo mi sembra un ottimo motivo per giudicarlo il migliore.
  2. Tutti si accorgono che se incinta e quindi ti cedono il posto e cose del genere.A parte le vecchie che si devono imbarcare per Capri e hanno paura di perdere il gruppo e si aggrappano allo zainetto di quello che le precede in fila. Quelle sono cattivissime e ti possono pure buttare a mare.
  3. Sorprendentemente non ho preso la forma di uno scaldabagno e quindi tutti mi fanno i complimenti per quanto sono in forma.  E riesco anche a mettermi le scarpette col cinturino e questo pare sia un grande traguardo. C’è pure da dire che nel caso non mi riuscissi più a mettere le scarpe andrei in maternità anticipata pure di non uscire di casa con le infradito.
  4. La sera puoi collassare sul divano con i piedi su un cuscino sospirando “che stanchezza”. E non sentirti in colpa per questo. Poi però l’umido comunque non si scende a buttare da solo, quindi comunque ti devi alzare.
  5. L’attività fisica consigliata consiste in una passeggiata a passo moderato di mezz’oretta e un’oretta di piscina con le musiche di Enya e un’ostetrica che ti fa fare cose tipo “il gioco dell’utero” in cui devi galleggiare come un feto mentre lei ti culla. E dopo si beve la tisana parlando  di nomi e tutine.

In ogni caso continuo a pensare che il termine “dolce” sia l’aggettivo meno adatto a definire questo periodo di attesa. Siamo seri, come fai a definire “dolce” un arco di tempo considerevolmente lungo in cui:

  • Non puoi bere il Campari Spritz
  • Non puoi andare in motorino
  • Non puoimangiare il sushi
  • Non puoi mangiare la carne al sangue
  • Non puoi mangiare l’impepata di cozze allo chalet Annnamaria
  • Non puoi indossare i tuoi vestiti più belli
  • Devi indossare abiti “stile impero”
  • Non riesci a portare i tacchi
  • Senti della roba che ti si agita dentro
  • Ti riempi di cellulite e non puoi metterti la Somatoline
  • Ti devi bere l’acqua liscia
  • Sei capace di piangere alle storie dei cagnolini abbandonati che fanno vedere al tg2

I memo su FB, il terrorismo delle mamme blogger

Non c’è tipo di contenuto su FB che mi irriti maggiormente come quelle vignette dove sta una con tutti i capelli ritti in testa e la scritta “Autista, psicologa, cuoca, infermiera, cameriera… una mamma fa tutti i lavori senza ferie e senza stipendio. Ma ha ricompensa migliore del mondo: il sorriso dei propri figli”.

Ok, Dite quello che volete. Io ancora non lo so. Può essere pure. Ma veramente  il sorriso del proprio figlio è meglio di un bonifico a fine mese?

Quello che invece mi fa veramente paura sono gli articoli e i post sulla stanchezza di essere mamma. Ecco. I dolori del parto non mi spaventano (troppo), mi spaventa questo descrivere costantemente la vita di una mamma come una stanchezza infinita e prolungata in cui praticamente non ha più tempo per te, manco per vederti una puntata per intero di House of Cards o farti lo shampoo.

A proposito

 Si è mai pentita di non avere figli?

E lei si è mai pentita di averne avuti?

Claire Underwood for president

(diciamo la verità, la vita non da incinta è molto più divertente della vita da non incinta. Peccato solo che quando non sei incinta impieghi molte delle tue energie;

  1. A evitare di
  2. A cercare di

#maiunagioia)

Le paure e #bastatacere

Nei primi mesi di gravidanza una delle mie paure più grandi era la toxoplasmosi. Ora invece prendere la toxoplasmosi mi sembra una remotissima ipotesi e mangio carne dal colorito un po’ troppo rosa e l’altro giorno pure le fragole sciacquate solo sotto l’acqua. E ho divorato un hamburger con l’insalata dentro in un locale. Bevo un bicchierino di vino a settimana e a volte anche una birretta chiara. Chissà se questo atteggiamento disinvolto con l’alimentazione in gravidanza denota già una mia eccessiva disinvoltura poi nell’essere mamma. Tipo che non sarà mai una mamma come Gina Ford comanda.

In compenso per giorni sono rimasta terrorizzata dalla campagna #bastatacere lanciata da corriere.it, praticamente una pagina FB in cui tutte raccontano terrificanti storie di parti dolorosi, abbandoni nelle corsie d’ospedale, ostetriche sgarbate, neonati portati via dalla mamma.

Tutte testimonianze scritte a mano su dei fogli o sull’app note dell’iPhone e fotografate. Poi due giorni fa ho letto la testimonianza di uno che si lamentava che non le avevano restituito la placenta che voleva piantare e ho finito di prendere sul serio la pagina. E ringraziato di non dover partire a casa (anche perché dopo chi le lavava le lenzuola?)

In realtà non so bene che parto vorrei:

  • Parto naturale: le urla, il dolore, il sangue, il sudore, la scompostezza. Non mi attira niente di tutto ciò. Però poi dopo la pancia ritorna piatta e più che altro, con tutti gli esercizi preparo che ho fatto, mi sembrerebbe uno spreco non avere un parto naturale.
  • Parto cesareo: mi sembra una soluzione più adatta a me. E’ tanto diverso da un appendicite? Io la settimana dopo l’appendicite ero già sul motorino. Ma poi che mi sono messa a fare nella posizione della rana tutte le mattine?

Quindi niente. A come viene.

L’ansia del dopo
In realtà io ho solo due grandi paure:

  1. Farla cadere mentre la cambio o la tengo in braccio o la porto su e giù per le scale
  2. La mattina esco di casa alle 8 e torno alle 19.30 di sera. Si può crescere una figlia dalle 19.30 alle 22 e nei weekend? (e sto già a farmi i conti se ce la facciamo a vivere con il 30% dello stipendio della maternità facoltativa)

Lo shopping pre – mam

Tutti mi dicevano (e mi dicono) “vedrai quando avrai figli anche se hai solo 10 euro in tasca la spenderai per loro”.  Sarà.In realtà quando passeggio per strada sono sempre più attirata dalle vetrine con i vestitini con la vita stretta e i colori sgargianti che dalle tutine pastello. L’acquisto delle prime tutine per questa creatura è stato un dramma. Il rosa neonato lo odio. I gattini e i cuori ricamati sulle tutine rosa neonato peggio ancora. Poi ho cominciato a pescare sobrie tutine blu dal reparto “maschietti” e a buttarmi sulle righe tres chic di petit bateau. E dopo via libera al fantastico mondo dei pagliaccetti e delle culotte che sono in assoluto il capo di abbigliamento più delizioso inventato al mondo e, figlia mia, ringrazia che non sei un maschio se no ti avrei vestito come il Piccolo Lord con la tutina  di velluto blu e la fascia in vita fino al compimento dell’ottavo anno. E coi bulli delle elementari poi erano fatti tuoi.

Odio i neonati con i jeans.

Al mio compleanno regalatemi un completino mamma – figlia magliette a righe uguali Petit- Bateau.

In realtà devo ammettere che la mia spesa più consistente per lo shopping gravidanza è stato in creme e unguenti vari contro la ritenzione idrica e le smagliature. Ah, e gli integratori.

Gli integratori

Prendo 4 integratori: il multivitaminico generico, il ferro, l’acido folico e il magnesio con la salicina. Credo di essermi un pochino drogata di tutto gusta roba che mi tiene magicamente su e mi fa alzare carica di energie alle 7 del mattino (per poi morire la sera).

La camicia da notte per partorire

E’ uno dei grandi temi di dibattito del genere umano femminile, è uno dei miei post su Fb dal maggior engagement: quale camicia da notte per partorire?

Come ogni brava ragazza di buona famiglia e solidi principi del Sud, nel mio corredo insieme a una cinquantina di asciugamani in lino ho due o tre camice da notte per partorire in cotone e lino, lunghe fino ai piedi con collo ricamato e maniche a sbuffo.

Me le sono provate, sembro una di quelle bambole di porcellana che si mettono al centro del letto. A me sembrano delicatissime anche solo per andarci a dormire normalmente, figuriamoci se mi sento a mio agio per farci un parto. Ma pare che faccia brutta andare a partorire con la maglietta XL di H&M con Hello Kitty sopra (che sarebbe il mio concetto di abbigliamento comodo).

Comunque al terzo mese già mi ero comprata la vestaglietta da ricevimento ospiti, le priorità nella vita.

La valigia

E intanto si è fatto tempo di preparare la fantomatica valigia per l’ospedale. Io mi sono cercata gli elenchi delle cose da metterci dentro su BimbiSanieBelli. Ora guardo il mio trolley a prova di ryan air, l’elenco che ho stampato e penso che ci vorrebbe minimo un bagaglio stile volo Lufthansa proveniente dal Medio Oriente pieno di immigrati. Il solo pacco di assorbenti post-parto occupa tutto il trolley. Anche perché oltre a quanto scritto nella lista ci sono oggetti strani e misteriosi di cui scopri di essere dotata sempre all’interno del corredo. Cose tipo “la tovaglietta ricamata a punto a giorno con fazzoletto abbinato da mettere sul comodino dell’ospedale”.

E la mia domanda odierna è: “ma è brutto mettere i ricambi di vestiti per la bimba nei sacchetti per congelare dell’Ikea?”

×