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	<title>Drink Pop</title>
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	<description>Appunti sparsi di una copy di provincia</description>
	<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 14:29:57 +0000</pubDate>
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		<title>Vale vale</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 14:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[spagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Partiamo dalla base. Io con la Spagna non ci azzecco niente. Anzi, a dirla tutta, io la Spagna la schifo proprio. Non la Spagna in sé. Quella non mi ha fatto niente. Ma tutto ciò che la Spagna rappresenta nell’immaginario collettivo giovanile. Odio le chitarre battenti, la movida, i chupitos e i buttiglion (o come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Partiamo dalla base. Io con la Spagna non ci azzecco niente. Anzi, a dirla tutta, io la <strong>Spagna la schifo proprio</strong>. Non la Spagna in sé. Quella non mi ha fatto niente. Ma tutto ciò che la Spagna rappresenta nell’immaginario collettivo giovanile. Odio le chitarre battenti, la movida, i chupitos e i buttiglion (o come si scrive). Odio fare tardi la sera e gli unici litigi seri che ho avuto con il mio ragazzo sono stati perché io volevo tornare a casa e lui no. Non mi piace il flamenco e secondo me, se lo spagnolo è l’unica lingua straniera cantata dai neomelodici, un motivo ci deve essere.<br />
Quando ci fu da scegliere la meta dell’Erasmus, il solo pensiero delle ramble festose e chiassose di Barcellona suscitò in me un moto di orrore. Io volevo gelide distese innevate. Silenzio e alienazione. Massimo una discoteca labirinto bianca senza luci colorate. E così fu. Fui posseduta da Helsinki.<br />
Ora è uscito in mezzo sto fatto di Granada. Quella di Claudio Villa, terra incantada. Io mi sono detta. A me la delizia al limone manco mi piace. Però vivo a Sorrento. E non si può dire che ci stia poi tanto male.<br />
E poi Granada sarà più piccola e tranquilla di Barcellona.</p>
<p>Una mia amica mi dice: &#8220;ho giaà pensato al tuo look per granada: jeans larghi, maglia sbrindellata, sandali francescani e capelli pieni di salsedine&#8221;. A parte che a Granada non c&#8217;è il mare e quindi non vedo come potrei fare a tenere i capelli pieni di salsediene, sia chiaro che io non metterò mai un paio di sandali francescani. E i jeans larghi che ti fanno il sedere piatto mi fanno orrore.</p>
<p>Uno dice. Ma non te ne potevi stare tranquilla e bellina a Sorrento?<br />
Eh. Questo è il punto. Poi ne parliamo.</p>
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		<title>Sempre di domenica</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 20:08:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[fritto misto]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno
Mi sveglio alle 5 del pomeriggio con la voce di Pippo Baudo che esce dal televisore che fuori il cielo non è grigio non è azzurro non è buio, è un bianco indefinito. Potrebbe essere tanto il 198 quanto il 1996 quanto il 2006. Pippo Baudo e il televisiore nello stordimento dello svegliarsi il pomeriggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Uno</strong><br />
Mi sveglio alle 5 del pomeriggio con la voce di Pippo Baudo che esce dal televisore che fuori il cielo non è grigio non è azzurro non è buio, è un bianco indefinito. Potrebbe essere tanto il 198 quanto il 1996 quanto il 2006. Pippo Baudo e il televisiore nello stordimento dello svegliarsi il pomeriggio di una domenica a casa con la bocca impastata e un leggero senso di nausea.<br />
Non è una domenica a caso. Stamattina, mentre Roma era azzurro e freddo, pure tu te ne sei andato.   Ti abbiamo accompagnato a prendere l’autobus per l’aeroporto, dato una mano a sistemare la valigia mentre il solito ragazzo intontito col giubbotto fosforescente di Terravision come al solito metteva un’inutile fretta e ci siamo salutati con un bacetto veloce. Ce ne siamo andati prima che l’autobus mettesse in moto.<br />
Niente scene, tanto tra manco un mese ti vengo a trovare.<br />
Intanto Pippo Baudo di là continua e io sono indecisa tra un pantalone della tuta e andar fuori a prendere aria fresca sulla faccia o il nuovo libro di Ammaniti che si chiama in pegno due-tre ore di un tardo pomeriggio di domenica.<br />
<strong>Due</strong><br />
Ho messo il pantalone della tuta, le cuffiette nelle orecchie via di corsa fino al mare, fino al cielo blu della prima sera. Corro come non corro mai fino a farmi venire il giramento di testa. Faccio le flessioni con le braccia sulle panchine mentre a Villa Fondi,  la villa sul mare qui a Piano, scaricano pullman e pullman di anziani per il concerto di canzoni napoletane dedicato alle donne. Il mare è calmo, l&#8217;aria è fresca e la canzone doce.<br />
<strong>Tre</strong><br />
Torno a casa, accendo il computer.Un po&#8217; di confronti incrociati e sì, eccola qua la soluzione che fa per me.   Dov’è che ho messo la poste-pay? Eccola qua.  Procedere all’acquisto? Procedo.  30 marzo. Napoli- Granada.<br />
(solo andata)</p>
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		<title>I diari segreti di una quattordicenne di provincia</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 20:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[pucundria]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato sera. Salerno centro. Corso affollato. Feltrinelli
“Lascia dormire il futuro come merita. Se lo svegli prima del tempo otterrai un presente assonnato”. Nel pieno di un piccio biologico incido questa frase nel lobo frontale.
Martedì sera. Piano di Sorrento. Casa materna.
“Mi vorrei tagliare i capelli” penso distrattamente, come quei pensieri che vengono mentre ti fai lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato sera. Salerno centro. Corso affollato. Feltrinelli</strong><br />
“Lascia dormire il futuro come merita. Se lo svegli prima del tempo otterrai un presente assonnato”. Nel pieno di un piccio biologico incido questa frase nel lobo frontale.<br />
<strong>Martedì sera. Piano di Sorrento. Casa materna.</strong><br />
“Mi vorrei tagliare i capelli” penso distrattamente, come quei pensieri che vengono mentre ti fai lo shampoo tra “dovrei dimagrire tre chili entro maggio” e “domani che mi metto”? Poi mi ricordo che quando avevo intorno ai 15 anni, chissà per quale ragione, era convinta che dopo i 30 i capelli andassero tagliati quantomeno per sopra le spalle per non sembrare dietro liceo avanti museo. A 15 anni forse pensavo che a 30 si fosse già museo. Ovvio, non avevo 30 anni a 15 anni. Poi mi sono ricordata con un moto di orrore che intorno a quella infame età scrissi un diario rivolta a me stessa a 30 anni “<strong>Camilla da grande</strong>” mi invocavo in un cantami o musa. Metto in posa la crema dopo shampoo, accosto la sedia alla libreria e tiro giù uno a uno i quattro scatoloni della mia produzione analogica fino a trovare l’incriminato. Piccolo, con la copertina di tela.<span id="more-95"></span><br />
Scrivo il 4 luglio 1994</p>
<blockquote><p>“E’ sera, le tacite stelle brillano altere,si dice faccia caldo, ma io non ho caldo. Oggi compio 14 anni e non voglio. 14 ha un brutto suono. Tredici era un’altra cosa. Questo srà un diario epistolare, ovvero scriverò a una persona: a me stessa da grande. Le lettere arriveranno a destinazione tra una ventina di anni.&#8221;</p></blockquote>
<p>( ecco, sono ancora in tempo fino ai 34, facciamo pure 35…mi posso andare a sciacquare i capelli)<br />
Mentre mi asciugo i capelli proseguo placida e sadica nella lettura.</p>
<blockquote><p>“Cara Camilla-da-grande, chi ti scrive è Camilla a 14 anni e ha un mucchio di domande da farti?<br />
Sei giornalista? Io spero tanto di sì, e se sì, per che giornale? Se no, che fai?&#8221;</p></blockquote>
<p>Cara Camilla-da-piccola, no, non faccio la giornalista. Ho provato a fare la giornalista ma ho smesso di desiderare di fare la giornalista nel momento in cui ho capito che per fare la giornalista era richiesto un rapporto molto intimo col telefono, mentre io preferisco avere un rapporto molto intimo ed esclusivo con la tastiera del computer. Ora non ti so dire bene che faccio: un poco faccio la copy per siti internet, un poco faccio la Seo, un altro poco faccio la social media expert, un altro poco metto a posto i siti internet. Credo che tra qualche anno dovrò fare uno sforzo di memoria per ricordarmi cosa voglio dire Seo, così come già mi sono scordata i nomi di tutti i progetti sulla pubblica amministrazione digitale a cui ho lavorato nell’anno di intermezzo tra provo-a-fare-la-giornalista e ora. Intanto però la qualità della mia vita, da quando ho allascato i rapporti col telefono ed eliminato il direttissimo delle 6.54 è decisamente migliorata.</p>
<blockquote><p>Che aspetto hai? I capelli sono ancora biondi? I brufoli spero non li avrai più! Quanto sei alta? E quanto pesi? Ma forse non ti ricordi come sono fatta e quindi eccoti una mia descrizione: sono alta 1-65, peso 45 chili, ho i capelli biondo scuro e gli occhi verdi, la fronte alta, i brufoli, l’apparecchio per i denti e gli occhiali. Non porto gioielli ma solo orologi Swatch colorati. Anche i miei abiti sono colorati: ti ricordi le mitiche bretelle rosse, il capello rosa fucsia, la salopette a righe multicolor da indossare sopra la maglietta rosa con una manica gialla e una arancione?</p></blockquote>
<p>Cara Camilla da piccola, ho quattro notizie da darti. Una cattiva e tre buone. Cominciamo dalla cattiva. Forse nessuno ti ha mai spiegato che dopo le mestruazioni le ragazzine non crescono più. E tu le mestruazioni le hai avute in terza media, tesoro. Un anno fa. Quanto speravi di allungarti? In compenso ci sono dieci chili in più. E no, anche se non me lo chiedi, nessuno di questi è amputabile a un paio di stratosferiche tette. In ogni caso i capelli dopo essere passati tra l’arancione il blu il violetto e il rosso sono tornati alla base. Veniamo alle buone notizie. La prima è che gli orologi Swatch sono passati di moda. La seconda è che la prossima salopette la indosserò (forse) quando sarò incinta. Mi è rimasta però una perniciosa tendenza al colore che mi spinge ad avere un’insana passione per le calze gialle. E ho ancora i brufoli. Ma l’ulitma buona notizia è che ho scoperto da poco meno di dieci anni le meravigliose virtù di un abbondante strato di fondotinta.</p>
<blockquote><p>E com’è il tuo carattere? E’ cambiato rispetto al mio? Ti ricordi? Sono introversa e silenziosa, amo molto leggere, scrivere e suonare il pianoforte, cambio spesso umore e non amo la folla, la confusione.</p></blockquote>
<p>Cara Camilla-da-piccola, con gli anni e con l’assestamento degli ormoni ho imparato ad essere più estroversa di quanto in realtà sia e a saper intavolare una conversazione con tutti. Ma se c’è qualcuno che parla al posto mio lo preferisco. Mi piace sempre leggere e scrivere ma purtroppo non suono più il pianoforte dopo essermi resa conto, non senza dolore, di avere un orecchio musicale che se fosse un piede sarebbe la stessa cosa. E sempre purtroppo, chi mi sa che è vicino sa di dover  fare i conti con certi miei momenti plumbei e con una mia spiccata tendenza ad abbandonare le feste sul più bello. Per il 2010 uno dei miei buoni propositi è ricorre meno spesso alla fatidica frase “Andiamo? Ho sonno…”</p>
<p>Il resto, cara Camilla-da-piccola, l’ho scritto a penna nelle pagine bianche rimaste alle fine. Le rileggerò tra una ventina d’anni, quando sarò grande…il 4 luglio 2024</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Calendar post 010</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 17:40:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[vanity]]></category>

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		<description><![CDATA[L’anno nuovo per me comincia sempre il primo lunedì di gennaio. A parte se il 1 gennaio è di lunedì. Il primo gennaio è sempre la giornata della pancia gonfia, del “da domani dieta”, dei capelli che puzzano di fumo e gli occhi stanchi. Il primo gennaio vieni trascinata a forza all’ennesimo pranzo di famiglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’anno nuovo per me comincia sempre il <strong>primo lunedì di gennaio</strong>. A parte se il 1 gennaio è di lunedì. Il primo gennaio è sempre la giornata della pancia gonfia, del “da domani dieta”, dei capelli che puzzano di fumo e gli occhi stanchi. Il primo gennaio vieni trascinata a forza all’ennesimo pranzo di famiglia e la sera sorseggi tisana al finocchietto giurando a te stessa che non mangerai carboidrati fino al secondo trimestre. Non è un giorno reale. Il giorno dopo il primo gennaio fai le scorte di riso integrale e prometti a te stessa che il carboidrato raffinato sarà il tuo <strong>peggior nemico del 2010.</strong> E anche di tutto il decennio. Leggo nei buoni propositi dello scorso anno che mi ero ripromessa di non superare mai i 60 chili. Pesandomi la mattina del 2 gennaio la bilancia segna 56 chili e mezzo. Quando festeggerò i miei 30 anni, il 4 luglio, peserò 54 chili, quanto ne pesavo a 23. In realtà non mi sarebbe dispiaciuto festeggiarli pesando tipo 66 chili causa gravidanza o figlio appena partorito ma pazienza,c’è ancora tempo per la <strong>crema antismagliature</strong>. Mi godo il mio peso (quasi da) adolescente. Ma andiamo avanti, che se continuo altre tre righe su questa tarantella del peso, rischio di passare per un’esaurita. Tornata a casa ieri sera ho proceduto alla bonifica. Nell’anno in cui compio 30 anni ho buttato circa venticinque bracciali e braccialetti di plastica, svariate mollettine per i capelli in improbabili colori fosforescenti, una decina di collanine da bancarella pagate un euro l’una e una dozzina di cinture di plastica. Inauguro il mio terzo decennio con al dito un anello di oro e corallo e cintura di vero cuoio. Stasera passerò alle borse. Il cesto pieno di burse e burselette plasticose in simil pelliccie e in simil pelle non avrà speranze. Il terzo decennio mi avrà solo con <strong>borse di pelle</strong> appese al polso di giorno. Si salveranno solo un paio di pochette carpisa per la sera.</p>
<p>Stamattina in ufficio ho riempito il cestino della carta straccia ma ancora non ho avuto il coraggio di affrontare la pulizia del pc. Magari dopo pranzo.</p>
<p>Less is more.</p>
<p>(buoni propositi&#8211;&gt; ricordarsi che non hai bisogno di 7 paia di stivali per essere felice)</p>
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		<title>Il post sotto l&#8217;albero</title>
		<link>http://www.drinkpop.it/2009/12/natale-09/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 10:01:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[fritto misto]]></category>

		<category><![CDATA[natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei tanto scrive un bel post di Natale lieve e malinconico come la neve che qui non cade ma resto bloccata nel letto da un raffreddore devastante e una febbretta strisciante.  Col naso colante è difficile anche lasciarsi andare alla dolce malinconia.
Rileggetevi gli archivi che sono più belli
Caro Babbo Natale 2006
Il Fantasma del Natali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei tanto scrive un bel post di Natale lieve e malinconico come la neve che qui non cade ma resto bloccata nel letto da un raffreddore devastante e una febbretta strisciante.  Col naso colante è difficile anche lasciarsi andare alla dolce malinconia.</p>
<p>Rileggetevi gli archivi che sono più belli</p>
<p><a href="http://wlemetafore.splinder.com/post/10199582">Caro Babbo Natale 2006</a></p>
<p><a href="http://wlemetafore.splinder.com/post/10339563">Il Fantasma del Natali passati- 2006</a></p>
<p><a href="http://wlemetafore.splinder.com/post/15267536">X-Mas 2007 </a></p>
<p><span id="more-93"></span><br />
Ieri sono andata a <strong>Napoli </strong>per l’ultimo giro dei regali di Natale e ho formalmente espresso tale pensiero. La rappresentazione di Babbo Natale assume nella città di Napoli un’aurea di tristezza e squallore.</p>
<p>L’esposizione dei Babbo Natale tra i pastori del presepe e le bancarelle del pesce dovrebbe essere vietata. Così come dovrebbe essere vietato ai rom di vestirsi da babbo natale col costumi di panno rosso sporchi. E soprattutto vietare di vestire i loro bambini da Babbo Natale col la barba riccioluta e l’organetto in mano.<br />
Detto ciò, ieri saranno stati venti gradi in mezzo Napoli, quei giorni che devi toglierti il giubbotto e appallottolarlo in una busta. Ho comprato 8 pacchetti di fazzoletti e li ho finiti tutti e otto e il mio albero di Natale non è mai stato così carico.</p>
<p>Dicono che Ungeretti scrisse “non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade” dopo essere stato alla Fnac al Vomero l’antivigilia.<br />
Stamattina ho 37 e mezzo di febbre ma nessuno mi distoglierà dal mio pomeriggio di spritz fuori al bar in mezzo cava. Arrivare al cenone di famiglia sufficientemente lucidi potrebbe essere devastante.<br />
Potrebbe essere devastante scoprire con perfetta lucidità che dopo venti anni e più io e le mie cugine siamo sempre così, bionde e figlie con una bottiglia di coca-cola in mezzo al tavolo.<br />
Intanto fuori tira lo scirocco e secondo i-google stanno 17 gradi. Roba da pasquetta.<br />
Mi potrò mettere il cappottino rosso o ci sarebbe meglio il giubbino di jeans?<br />
Chissà a cosa pensa il capitone che nuota nella vasca da bagno. Ora mi alzo. Buona e lunga vigilia a tutti&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dal brillocco allo spazzolino da denti (o forse il contrario?)</title>
		<link>http://www.drinkpop.it/2009/12/dal-brillocco-allo-spazzolino-da-denti-o-forse-il-contrario/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 13:16:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[fritto misto]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono una ragazza degli anni 80. E come tutte le ragazze degli anni 80, a cavallo tra questi e gli anni 90 ho portato la macchinetta per tipo cinque anni. Non riesco a spiegarmi perché, ma sembra che a un certo punto dell’evoluzione umana abbiamo avuto bisogno tutti e tutte dell’apparecchio. Saranno state le radiazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono una ragazza degli anni 80. E come tutte le ragazze degli anni 80, a cavallo tra questi e gli anni 90 ho portato la macchinetta per tipo cinque anni. Non riesco a spiegarmi perché, ma sembra che a un certo punto dell’evoluzione umana abbiamo avuto bisogno tutti e tutte dell’apparecchio. Saranno state le radiazioni di Chernobyl, saranno state le big babol, ma fatto sta che pare abbiamo avuti tutti bisogno di ferri e contro ferri.<span id="more-92"></span> Io in particolare ho avuto acciaio in bocca per 6 anni. Dai dieci ai sedici anni. Capirete che vuol dire avere un sorriso d’acciaio dai dieci ai sedici anni. Comprensivo di buco nella gengiva dalla quale spuntava un gancio al quale era appeso un elastico che andava all’arcata superiore a quella inferiore. Il tutto per far scendere un canino che non ne voleva sapere. Oggi mi ritrovo col canino sinistro un po’sovrapposto agli incisivi destri e in denti di sotto un po’ accavallati tenuti a posto da un filo di ferro dietro l’arcata posteriore. Capirete che ci tengo non poco ai denti. Il dentista dice che sono fissata e che non c’è mica bisogno che mi faccio la pulizia ogni sei mesi. Ma c’è il fatto che per mezzo del fil di ferro che tengo dietro i denti di dietro non posso passarmi il filo interdentale nell’arcata inferiore e mi sembra sempre che negli interstizi si accumuli ogni genere di robaccia. Tipo quei mostri giganti che fanno vedere nelle pubblicità dei dentifrici o dei detersivi. Già da un po’ di tempo volevo comprarmi uno spazzolino elettrico super-tecnologico di quelli che spazzolino, lucidano e ti fanno pure il brillantino effetto luce diretta come su photosciòp.<br />
Il problema è che ho un bagno molto piccolo e non c’è l’attacco di corrente vicino al lavandino, quindi non avrei saputo bene devo piazzarlo. Però qualche giorno fa è arrivato lo spazzolino elettrico <strong>oral-b professional care 3000</strong> mandatomi in prova da<strong> Oral-B</strong> per recensirlo (adorooo le recensioni! meglio dei campionicini di fondotinta!)<br />
Nel bagno principale comunque non c’entra. L’ho piazzato nel bagno di servizio.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.drinkpop.it/images/spazzolino.JPG" alt="" width="299" height="278" /></p>
<p>La prima volta che l’ho provato, devo dire la verità, mi sono un po’ impressionata perché le gengive hanno sanguinato parecchio e non me l’aspettavo. La <strong>pulizia maggiore</strong> è però state evidentissima appena mi sono sorrisa allo specchio. Roba che farmi venire voglia di mettermi il rossetto color pesca che in genere evito perché fa sembrare subito i denti più gialli.<br />
La seconda volta mi sono letta un attimo il libretto di istruzioni per capire meglio se era normale il problema delle gengive e ho capito che le quattro testine che erano nella confezione era in realtà quattro testine diverse, una per ogni tipo di pulizia, c’è anche una più morbida per le gengive delicate e una apposta per lucidare i denti. E io che avevo infilato la prima a caso. In più leggo che c&#8217;è una luciarella che si illumina quando ci si mette troppa violenza nello sfregamento.  In più c&#8217;è pure il contatore che ti conta il tempo ideale che devi dedicare a ogni arcata.<br />
Riprovo con la <strong>testina sensitive</strong> e poi con quella <strong>lucidante</strong>. Il risultato è davvero da dentista. E veramente da dentista. Non come quando ti fai la piastra a casa e ti voglio far credere che il risultato sia lo stesso del parrucchiere.<br />
L’unica cosa fastidiosa è la lucina lampeggiante alla base che rimane sempre attiva. Mi chiedo quanto consumi. E con tutti i lead in giro per la casa a volte mi sembra di vivere in una navicella spaziale. Alla fine comunque una luciarella val bene dei bei denti.<em> E mica posso pretendere il brillocco se ho poi ho i denti gialli?</em><br />
<strong>Un regalo di Natale?</strong> Diciamoci la verità, se io aprissi un pacchetto e ci trovassi dentro uno spazzolino da denti forse non farei proprio la faccia della gioia..ma dopo la prima lavata di denti sicuramente lo apprezzerei più del solito set di <strong>creme idradanti&#8230;</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/6KyHFJ8nbcg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/6KyHFJ8nbcg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>Il brillocco. Ma anche sì.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 10:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[vanity]]></category>

		<category><![CDATA[anello]]></category>

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		<description><![CDATA[Amiche. Lettrici. Lurker. Compagne. Oggi vi chiedo il vostro contributo su una questione morale della più alta importanza e rilevanza in questi tempi liquidi e fluidi per non dire magmatici. Anello di fidanzamento sì o anello di fidanzamento no? E per anello di fidanzamento intendo dire proprio l’anello di fidanzamento, l’anello di oro bianco sormontato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amiche. Lettrici. Lurker. Compagne. Oggi vi chiedo il vostro contributo su una questione morale della più alta importanza e rilevanza in questi tempi liquidi e fluidi per non dire magmatici.<strong> Anello di fidanzamento sì o anello di fidanzamento no?</strong> E per anello di fidanzamento intendo dire proprio l’anello di fidanzamento, l’anello di oro bianco sormontato da un superbrillocco. Magari<strong> Tiffany</strong>.  O anche anellino d’argento con zirgone similbrillocco.  Dipende dalle capacità economiche del regalante, sia chiaro, non stiamo qui a guardare tanto alla caratura, quanto al simbolo. <br />
<span id="more-91"></span>O all’apparenza, come dicono tutti i ragazzi che fanno “ma che devi fare con ‘sta cosa, so’ contrario, ti regalo un viaggio, un biglietto aereo per in capo al mondo, <strong>un grosso armadio</strong>” ( cit).  Ora io voglio dire, il viaggio intorno al mondo me lo posso pure pagare  io con il mio stipendio ( sì, ok, ti devo ancora un pacco di soldi per il Giappone, ma in un ipotetico mondo migliore il viaggio in Giappone me lo sarei potuta pagare intero intero con il mio stipendio)</p>
<p>Ma il brillocco no. Non posso andare in gioielleria e dire “buongiorno, <strong>vorrei un brillocco</strong>. Per me”. ( che per inciso manco ho mai portato anelli).</p>
<p>Tu mi dici. “Ma tu non sei una ragazza d’anello, se fossi stata una ragazza d’anello, mi avresti fatto il video con le nostre foto montate insieme con una canzone di Laura Pausini in sottofondo e i cuoricini volantini che esplodono sulle schermo e compongono la scritta ti amo tutta glitterata. Se noi fossimo stati una coppia d’anello ci saremmo fatti le foto abbracciati durante la nostra vacanza a Sharm”.<br />
Io ti dico: “non c’è mica bisogno di andare a sharm per essere una coppia d’anello. Forse è vero, noi non siamo una coppia d’anello. Ma<strong> IO sono una ragazza d’anello</strong>”.<br />
“Ma guardati, hai pure le unghie sporche”<br />
“E’ vero, ma se avessi l’anello le avrei pulite. E avrei anche un appuntamento fisso dall’estetista ogni venerdì alle 14 per la manicure. Te lo giuro”.<br />
“Tu credi di essere una ragazza d’anello, ma in realtà non lo sei. Prendi l’amica Gieffe. Lei mica ha avuto l’anello”.<br />
“Io sono sicura che l’amica Gieffe se non l’ha avuto comunque <strong>l’avrebbe voluto</strong>”.</p>
<p>Nel pomeriggio ci rechiamo dall’amica Gieffe e le poniamo la questione.<br />
“Amica: <strong>ma tu, l’anello di fidanzamento l’hai avuto</strong>?”<br />
“L’ho intensamente desiderato per anni, abbiamo litigato tantissimo per questa cosa.  Poi lui mi ha regalato un anello di latta. Quando poi l’ho perso ho capito che era l’anello più prezioso che potessi mai desiderare”.<br />
“Sì, va beh, questa mi pare buona per la sceneggiatura di  Dawson’s Creek. Ma se ti avesse regalato un vero anello non ti avrebbe fatto più piacere?”<br />
“Sì, ma poi lui mi ha fatto capire che se mi avesse regalato l’anello saremmo diventati una coppia media. E l’anno prossimo lui mi avrebbe regalato il <strong>piumino bianco</strong> e io a lui il <strong>blackberry</strong>. E lui avrebbe indossato il maglioncino celeste con la camicia sotto”.<br />
( lui: “non è che il blackberry mi faccia tanto schifo”)<br />
(io: “se bello e non troppo gonfio il piumino bianco mi potrebbe anche piacere. E comunque non capisco tutta questa insensata avversione contro i maglioni con la camicia sotto. ”)<br />
Ancora lei: “Ti giuro è stato un percorso, pure se lo sapevo che era un simbolo che non mi apparteneva lo volevo comunque.  Solo quando ho perso quello di latta ho capito che era cambiato un qualcosa in me e ho fatto un passo in avanti verso una società migliore”.<br />
A questo punto, non posso fare a meno di chiedermi: “Vogliamo tutte l’anello perché imbottite di scene di telefilm? E se pure, fosse, cosa ci sarebbe di male? Perché dobbiamo far finta di essere tutte ragazze a cui non interessa niente dei simboli e delle apparenze quando in realtà non vediamo l’ora di ticchettare sulla tastiera dando dei bei colpi pesanti alla “<strong>s</strong>” per via dell’anulare sinistro più pesante?”<br />
( Secondo me chi dice di non voler regalare l’anello perché è un simbolo vuoto sta allo stesso livello di quelli che dicono “io a Natale non regalo niente perché per me i regali non si fanno nelle feste comandate”.  Ma poi, guarda caso, queste feste non comandate non arrivano mai)<br />
Amiche, orsù, cosa ne pensate?<strong> Brillocco sì o briccolloco no?</strong><br />
 </p>
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		<title>Il mouse e il ferro da stiro-parte seconda</title>
		<link>http://www.drinkpop.it/2009/12/il-mouse-e-il-ferro-da-stiro-parte-seconda/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 22:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Post-anzi dichiaravo fieramente che io, a dirla tutta, quasi quasi preferivo maneggiare il ferro da stiro anziché il mouse. Detto fatto. Evidentemente colpiti da tale fervida dichiarazione d’amore nei confronti del vituperato oggetto, la Philips mi manda un ferro da stiro da provare. Ma non un ferro da stiro normale. Un superferro da stiro ecologico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.drinkpop.it/2009/09/il-pane-e-le-rose-il-mouse-e-il-ferro-da-stiro/#comment-13110">Post-anzi </a>dichiaravo fieramente che io, a dirla tutta, quasi quasi preferivo maneggiare il ferro da stiro anziché il mouse.<span> </span>Detto fatto. Evidentemente colpiti da tale fervida dichiarazione d’amore nei confronti del vituperato oggetto, la Philips mi manda un ferro da stiro da provare. Ma non un ferro da stiro normale. Un superferro da stiro ecologico autopulente e pare pure autostirante.Sistemi di stiratura si chiamano, scoprirò sul <a href="http://www.consumer.philips.com/c/ferri-da-stiro/28310/cat/it/">sito ufficiale </a></p>
<p class="MsoNormal">Ora, mie care amiche, devo dirvi una cosa. Io nella mia vita avrò stirato 2,5 volte.<span> </span>Non sono quindi il soggetto più adatto a recensire ferri da stiro, non avendo sufficienti metri di paragone.</p>
<p class="MsoNormal">Lascerò quindi la testimonianza a mia mamma.<span> </span>Cinquant’anni di esperienza in stiraggi, stiramenti e bruciature. Io al massimo vi potrei fare una recensione di un ferro arricciacapelli.<span id="more-90"></span></p>
<p class="MsoNormal">A dirla tutta, io pensavo di ammacchiare il ferro da stiro e regalarglielo a Natale, Ma a parte le oggettive difficoltà nel nascondere un ferro da stiro, ho pensato che pare brutto regalare il ferro da stiro a una mamma.</p>
<p class="MsoNormal">Ma a quanto pare questo aggeggio sembra averla fatta più felice di un golfino di cachemere.</p>
<p class="MsoNormal">Ma lasciamo la parola alla signora Lidia: “La cosa più bella di questo ferro è il fermo che ti fa tenere la piastra per ancora alla base quando la posi, così eviti che cada e ti finisca il ferro bollente sui piedi”.</p>
<p class="MsoNormal">Oddio, non avevo mai considerato la possibilità che mentre stiro mi possa cadere sui piedi.<span> </span>Dovrei indossare sempre degli stivali da pompiere per stirare.<span> </span></p>
<p class="MsoNormal">“Poi guarda, la caldaia si stacca e la puoi mettere direttamente sotto il rubinetto per pulirla e non devi fare avanti e indietro con la bottiglia dell’acqua. E guarda com’è grande! E sul libretto sta pure scritto che si pulisce da solo dal calcare”.</p>
<p class="MsoNormal">Mmm..questo non lo so se è un vantaggio. Se nella vita devi stirare, hai meno tempo di andare in palestra e andare avanti e indietro con la bottiglia d’acqua almeno ti permette di bruciare  qualche calorie.<span> </span>Forse potrei risolvere con uno step sotto l’asse da stiro.</p>
<p class="MsoNormal">“Poi è troppo bello che tiene il bottone per lanciare il vapore sotto il manico e non sopra come gli altri ferri. E’ molto più comodo!”</p>
<p class="MsoNormal">Mmm..praticamente sarà come fare control c control v invece che usare il tasto destro del mouse.</p>
<p class="MsoNormal">“Poi guarda, si attacca alla base e lo puoi portare in giro tenendolo per il manico”.</p>
<p class="MsoNormal">Uhm, praticamente posso mettere cellulare e chiavi nella caldaia e usarlo come borsetta.</p>
<p class="MsoNormal">“E poi..dovresti provare a usarlo…va liscissimo e velocissimo…”</p>
<p class="MsoNormal">Sì, un giorno…</p>
<p class="MsoNormal">Intanto io avevo detto “va beh, provalo per qualche giorno, poi lo rimettiamo nella scatola e me lo prenderò io quando mi servirà”. ( spero presto…)</p>
<p class="MsoNormal">Intanto è passato quasi un mese è il ferro nuovo è fisso nel bagno di servizio che fa da lavanderia.</p>
<p class="MsoNormal">Che facciamo? Me ne mandate un altro o lo devo mettere nella lista di nozze?</p>
<p class="MsoNormal">O porto direttamente a rottamare il ferro vecchio di mia mamma?</p>
<p class="MsoNormal">Se volete farlo anche voi, femmine di mouse, femmine da ferro da stiro e femmina da ferro arriccicapelli, qua tutte le operazioni sull’operazione <a href="http://www.consumer.philips.com/c/ferri-da-stiro/28310/cat/it/">rottamazione ferro. </a></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Milano. Per la prima volta.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 13:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[fritto misto]]></category>

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		<description><![CDATA[Che meraviglia poter affermare, a trent’anni quasi suonati, &#8220;per la prima volta&#8221;…Allora lo mastico per bene e lo dico. Ieri, anzi l’altro ieri sera, per la prima volta a trent’anni suonati, ho messo piede a Milano.
E tu mi hai scritto: “Mi hai fatto una scortesia, Londra, Giappone, Milano, tutto senza me”. Hai ragione, ti ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che meraviglia poter affermare, a trent’anni quasi suonati, <strong>&#8220;per la prima volta&#8221;</strong>…Allora lo mastico per bene e lo dico. Ieri, anzi l’altro ieri sera, per la prima volta a trent’anni suonati, ho messo piede a Milano.<br />
E tu mi hai scritto: “Mi hai fatto una scortesia, Londra, Giappone, Milano, tutto senza me”. Hai ragione, ti ho fatto proprio una scortesia. Ma non sono andata a Brera e neanche a Corso Como. Me le sono tenute per te, per tenere qualcosa di intatto nel giro che tu mi dici sempre che mi farai fare.<br />
Sono passata nella zona dove abiti, quella di Corso Ticinese e le Colonne di San Lorenzo dove dicono ci siano sempre tanti punkabe stia ma quando ci sono passata io c’era solo tanta pioggia e un punkabestia triste col   e un capello da cowboy.<br />
Ora ti dico quello che mi è piaciuto di Milano. Le vetrate del Duomo. Quelle più tutte.<strong> Tetro e ogivale è l’antico palazzo dei vescovi</strong>, direbbe Dino Buzzati che il mio immaginario di Milano l’ha formato quindici anni fa nei pomeriggi opachi del ginnasio.  Mi avrebbero commosso “le staue d’oro sulle guglie che  alzano le loro spade agli ultimi raggi del Sole”. Ma purtroppo gli ultimi raggi del sole non c’erano perché c’era solo molta pioggia e pozzanghere .<br />
Mi è piaciuta tanto la messa di Sant’Ambrogio nella Cattedrale, per l’appunto di Sant’Ambrogio col coro vestito di nero e il vescovo col capello a punta e le litanie in latino.<br />
La fotografia più bella che non ho fatto è quella del naviglio centrale  sotto la pioggia con le lucine di Natale sopra.<br />
Mi sono immaginata a vivere là e l’idea non è dispiaciuta.  Altra cosa sarebbe provarci a lavorare.<br />
Le mamme mi sono sempre un po’ più nervose e urlanti e le ragazze tutte molto più magre. Le persone in generale più cordiali e calme.<br />
Il mio unico shopping sono state cinquanta euro di decorazioni fashion per l’albero di Natale.<br />
Ora sono sul treno di ritorno. A fianco a me due signore supersize hanno  cacciato degli enormi sfilatini di pane imbottiti di tutto e hanno cominciato a mangiare e sbriciolare in giro.<br />
A trent’anni quasi suonati sono diventata un bel po’ più tollerante su tante cose, quello su cui non sono mai diventata più tollerante sono le persone che mangiano affianco a me in treno.</p>
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		<title>La febbre</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 11:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camilla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[fritto misto]]></category>

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		<description><![CDATA[Fu così che una sera, senza alcun segnale premonitore se non un timido mal di gola pomeridiano, arrivò la febbre. Io sono rara alle febbri, soffro di devastanti raffreddori, ma  da queste parti oltre il 37,5 è evento raro.  Per di più non ricordo mai di aver avuto una febbre scollegata da cataste di fazzoletti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fu così che una sera, senza alcun segnale premonitore se non un timido mal di gola pomeridiano, arrivò la febbre. Io sono rara alle febbri, soffro di devastanti raffreddori, ma  da queste parti oltre il 37,5 è evento raro.  Per di più non ricordo mai di aver avuto una febbre scollegata da cataste di fazzoletti ( a proposito, qualcuno fermi l’ultima campagna stampa dei Tempo Care, è un’offesa all’intelligenza delle donne, lo volevo dire. Rif: ultimi numeri di Vanity Fair). Febbre senza raffreddore. Solo brividi e dolori diffusi. Ovvio che sia influenza A.  Che bello avere una malattia trendy. Mi sento come si doveva sentire Silvia quando si ammalò di tisi o Beth quando prese la scarlattina. Solo che però loro alla fine muoiono. Io mi prendo la tachipirina, mi faccio la mia sudatina e il dramma finisce. Resta la banalissima noia.</p>
<p><span id="more-87"></span><br />
Ho guardato:<br />
•    Circa 12 puntate di Come Ti Vesti<br />
•    3 puntate di Project Runaway<br />
•    4-5 puntate di Sex&amp;City di cui potevo recitare le battute a memoria<br />
•    Un documentario sulla costruzione di una casa in pietra su un pizzo di montagna del Galles<br />
•    Un documentario sulle radici occulte del nazismo<br />
•    La storia della donna di 280 chili<br />
•    “Unite per la testa”: storia di due gemelle siamesi unite alle tempie, per di più una con la faccia girata da una parte e una dall’altra parte.<br />
•    “My schoking story:l’uomo albero”.  Questa era la più paurosa di tutte. Era la storia di un povero maronno indiano che teneva una malattia per la quale produceva verruche e diventavano come rami di un albero e quindi aveva mani e piedi tipo tronchi.   Il tipo lavorava in un circo di freak, tipo quelli che si portavano qua nell’ottocento, dove c’erano la donna con mezza faccia squagliata che le scivolava verso il basso, l’uomo col naso proboscide, l’uomo con la pelle piena di bolle e cose del genere. Ora il documentario seguiva con tono riprovevole la tournee di questo circo. Ora mi chiedo che differenza ci sia tra me che pago il mio abbonamento a Sky per guardarmi My Shocking Story e l’indiano che si paga il suo biglietto per vedersi il circo dei freak.<br />
Stanotte mi sono sognata un uomo albero con la doppia faccia. Ho deciso che oggi non guarderò la televisione. Ho abbastanza forze per stare seduta e mettermi a fare qualcosa. Poi oggi pomeriggio viene il mio ragazzo a trovarmi.<br />
Ha detto che mi porta il regalo l’ultimo libro di Bruno Vespa. Così dividendo il numero delle pagine per il numero dei capitoli avrò la data in cui potrò uscire.</p>
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