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Marzo 2nd, 2009

Quei pomeriggi che è quasi primavera

C’è sempre un pomeriggio, un sabato pomeriggio, che non è più una bella giornata d’inverno, ma è il primo giorno che è quasi primavera. E allora la gente impazzisce, e cominci a vederla che corre in massa sulla spiaggia restando al sole con la magliettina a maniche corte. Il primo sabato pomeriggio che è quasi primavera e ti viene voglia di uscire e passeggiare. Andare al mare, sentire l’odore della salsedine, mettere una mano in acqua e poi in bocca per riscoprire il gusto dell’acqua salata. Poi mettersene un po’ in faccia per sentirsi addosso l’odore dell’estate, di pelle scaldata dal sole e dal mare. E allora ipod nelle orecchie e via lungo la strada in discesa che porta sempre a mare. E poi, ancora più giù, per le rampe scavata nel costone tufaceo.   Cinque rampe antiche 39 mila anni. Da quando i Campi Flegrei fecero bum e colmaro il graben della penisola sorrentina, tra i calcari di finiscono a meta di Sorrento e riprendono dal capo di Sorrento. Questa storia la so proprio bene. Giù, sulla spiaggetta di sabbia vulcanica a leggere un libro di gente che fugge dalle isole del Sud, di ragazzi che fuggono da mari troppo azzurri e cieli troppo perfetti. Giocherello coi sassolini, nello scenario perfetto da cartolina e penso alla mia amica che il sabato di quasi primavera va a correre al parco, in qualche parco di milano.  Penso al mio amico che se ne andrà tra poco, e là non ci saranno moto e costiere da correre vento in faccia nei pomeriggi di sole. Ma dice che non gli mancherà. La mia amica è andata a correre da sola, i-pod nelle orecchie. Mi dice sempre che si sente sola. Io sono andata al mare da sola, i-pod nelle orecchie. La solitudine di chi va, la solitudine di chi resta.

Ottobre 25th, 2008

Il Filou-Fuggire, sì ma dove?

Io al Filou non c’ero mai andata. In 28 anni vita sorrentina non avevo mai varcato la porticina di Via Della Pietà. Il che è come dire che un milanese non è mai stato al Duomo. Ovviamente ne parlava come se ci fossi stata decine di volte e ormai mi fossi scocciata di andarci. Poi ieri ho detto basta e mi ci sono fatta portare.  E ho capito perché gli anni passano, le mamma imbiancano ma il Filou si porta sempre.
Il Filou è una perfetta metafora di Sorrento. Se lo crede per niente. Si spaccia come un posto raffinato ma è un puttanaio e nel suo essere un puttanaio ha un fascino al di fuori delle mode. Senza tentazioni lounge o tecno.  Niente divanetti bianchi. Solo vecchi divanetti blu con i buchi delle sigarette. Niente stuzzichini trendy. Solo noccioline stantie.  Niente serre fumatori. Si fuma dentro, sulle scale, nei bagni e si cicca direttamente a terra.  Ci vedresti bene Bukowksy.
Sul giornale degli eventi locali il Filou da dieci anni si pubblicizza sempre con la stessa frase: “Per le tue notti intime e raffinate, ingresso rigorosamente in coppia”.  In realtà il Filou ha un livello di selezione pari a quello della pizzeria “addu gigino o’ nsevato”.  Abbiamo visto aspettare all’ingresso solo un gruppo di sei-sette quindicenni con la felpa a stelline. Dopodichè li hanno fatti entrare dicendo: “Mi raccomando state al piano di sopra”.
Il Filou fa finta di stare dentro una grotta. Forse vorrebbe essere una grotta tufaca. Ma sul costone tufaceo ci stiamo sopra, mica sotto. E infatti se ci metti la mano sopra ti accorgi che è un caratteristico “effetto grotta di cartongesso”.  I tavolini hanno il cartellino “riservato” sopra, ma è solo per far vedere, in realtà tutti si buttano a pomiciare dove vogliono e a fumare sbracati.  A volte il cameriere, rigorosamente in giacca e cravatta, ricorda che è vietato fumare, e potresti spostarti un po’ più a destra ( non ho capito perché poi più a destra fosse permesso) ma se uno gli risponde “glià ho quasi finto, mo’ la butto” quello non dice “ok”.
La musica è solo pianobar.  Ci sono due tipi che fanno i pianisti di pianobar,  sopra al pianoforte ci hanno messo su la pianola e fanno solo il motivetto con la mano destra.  Con la mano sinistra fumano.  Tanto per cantare come cantano loro non è che ci voglia tanto fiato. Per tutta la serata non li ho mai sentiti produrre una nota più acuta di un si bemolle o più bassa di un do. Cantano tutto in un perenne re maggiore senza variazioni.   Dopo che hanno finito le canzoni, ricominciano daccapo, Maracaibo Mare Forza 9, fuggire, sì, ma dove, l’avrò sentita tre volte. Intorno al pianoforte ci sono dei vecchi papponi con la pancia avanti e il bicchiere di whisky. Non ho capito bene se fossero veri o facessero parte dell’arredamento, hanno passato tutta la sera fermi là,  paghi di vedere le ragazze ballare intorno al pianoforte. Poi c’erano i papponi attivi. Quelli che sempre col bicchiere in mano e la panza avanti appena ti vedono un attimo sola, fanno “vuoi bere?”. Così, diretta, senza tanti fronzoli.  Oppure ti mettono direttamente il bicchiere in mano chiedendoti come mai tu non lo conosca, visto che lui a Sorrento è una persona così nota.
“Ma stai qui da poco, che non ti ho mai visto?”
“No, bello, sono solo quasi trent’anni e mi hai pure aggiuntata come amica su facebook”.

Ottobre 16th, 2008

I PR e Sant’Antimo come nuovo posto trendy

Se sei un tipo un po’ suggetto, c’è un modo semplice è infallibile per uscire dalla suggettamma e diventare un tipo buono. Diventare PR. Ovvero colui che di mestiere può affermare di fare pubbliche relazioni distribuendo flyer in piazza e scattando foto alle ragazze nei locali.  E visto che i pr sono ragazzi sempre attenti alle ultime tendenze, passare le proprie giornate a creare improbabili gruppi su facebook, aggiungere eventi e ad add-are le ragazze che si fanno le foto dall’alto verso il basso. Perché sei sei PR le probabilità che la ragazza ignori l’add calano in maniera inversamente proporzionale alla notorietà del tuo nome come organizzatore di serate fashion
Roba tipo: “Artis: entri da cliente, esci come uno di famiglia”per il locale più chiachiello e con la puzza sotto il naso della penisola  o peggio ancora:
“CONTINUA IL DIVERTIMENTO TARGATO FAUNO NOTTE CLUB, QUESTA SETTIMANA IN ESCLUSIVA IL TOUR DEL PAPEETE OSPITE IL DJ PIERLUIGI CASTELLO E LA VOICE VANESSA JAY MULDER, DA NOI TI DIVERTI. E PER GLI AMANTI DELLA MUSICA LIVE PER NOI ENZO TOSCANO..
SI CONSIGLIA UN ABBIGLIAMENTO ADEGUATO E SI RICORDA CHE LA SERATA SI RIVOLGE AD UN PUBBLICO ADULTO E SELEZIONATO.
L’INGRESSO SU LISTA O TAVOLI
SI RICORDA CHE ANTICIPARE LA PRENOTAZIONE DEI TAVOLI PUO’ FACILITARE LA CERTEZZA DELL’INGRESSO”
(scritto proprio così’, tutto in maiuscolo, e  “guarda che anche se prenoti il tavolo mica è certo che ti facciamo entrare, perchè noi puntiamo a un pubblico adulto e selezionato e con un abbigliamento adeguato. Praticamente una convention del Monte dei Paschi di Siena)
Ora però, quello che volevo dire è un’altra cosa. La cosa che più mi inquieta di questo magico mondo dei PR è la decisione del locale che si porta o non si porta. Prendiamo il caso delle ultime settimane. C’è questo Joia che sta dalle parti di Sant’Antimo e che pare sia imprescindibile per il venerdì sera. Ora voglio dire io, ma perché uno di Sorrento se ne deve andare a ballare a Sant’Antimo? I mean, sono la prima a cui piace uscire fuori dai confini della Penisola, ma perché proprio in un posto che si trova allo sbocco dell’Asse Mediano?  And i can’t  understand, chi ha deciso che a Sorrento non sei nessuno se il venerdì sera non vai a ballare a Sant’Antimo?

Luglio 15th, 2008

Sognando il tutù

scarpetteDrink Pop. Speciale Casting. Sei di Sorrento e dintorni? Hai sempre sognato di indossare il tutù e le scarpette ma ormai sei troppo grande e ti metti vergogna di iscriverti a un corso di danza classica per bambine?  Quando guardi Amici sogni di essere Anbeta ma invece assomigli irrimediabilmente a una delle ballerine chiattuncelle senze il collo del piede adeguato?  Non aspetti altro che avere una giusta motivazione per comprarti costosissimi completini da danza color rosa cipria?
Allora, partecipa alle selezioni per il primo corso di danza classica per adulti in penisola sorrentina. L’unico requisito è avere più di diciotto anni e forse pesare meno di 65 chili.  E non aver mai fatto assolutamente danza. 

Se sei interessata mandami una mail a drinkpopATgmail.com

( il fatto è che mi sono ingrippata che voglio fare un corso di danza classica come quelli che si portano a Milano per pretrentenni frustate e leggermente sovrappeso che a vent’anni si sono accorte che le sarebbe piaciuto fare danza e sognano un portamente più aggraziato che non le faccia sembrare sempre delle camioniste.  Allora ho preso contatto con una scuola di danza interessa a formare il gruppo “adulte principianti” ma mi servono minimo altre cinque.sei adepte…Io sono convinta che ce ne siano moooolte di più…)

 

Luglio 3rd, 2008

Sorrento come Ibiza ( magari…)

Il titolo della locandina  esposta sulla stazione non mi poteva sfuggire: “Organizzato per settembre un evento gay: Sorrento come Ibiza: meta del turismo gay. Massimo Coppola di An: Speriamo che il sindaco stavolta non li riceva in Comune”.  Così, dopo un giretto su Google per vedere se c’era la versione on-line dell’articolo non ho potuto fare a meno di investire un euro nell’acquisto di Agorà, il settimanale di informazione e cultura della Penisola Sorrentina che, come i più anziani di voi ricorderanno, mi ha visto come sua inviata speciale dal Comune di Sant’Agnello nei primi anni 2000.  Dopo di allora e prima di adesso solo il buono omaggio per le terme Ulisse mi aveva convinto a tale acquisto.

In ogni, caso il fatto è questo. Un’agenzia di viaggio organizza un campo gaio a Sorrento il mese di settembre. Qua tutti i dettagli della vacanza gay a Sorrento. (ragazze, calmate gli ormoni e smettete di pensare a tutto quel ben di Dio sprecato).   

Dopo aver descritto l’evento, chi fa parlare il giornale? Massimo Coppola, presidente di Alleanza Nazionale a Sorrento. Che così afferma: “Sono indignato per questa forma di autoghettizzazione, che offende i cittadini e i turisti che vogliono godersi un posto di mare e seduzione..d’altro tipo(. …) Prima di accogliere i vari Cecchi Paone e Gay Pride di turno invito il primo cittadino a riflettere sulle implicazioni sul turismo classico e sui desideri dei cittadini che non credo gradirebbero eventi come quello di settembre”.

Ora qualche piccola riflessione:

Dal punto di vista giornalistico: andare a sfruguliare il presidente di Alleanza Nazionale ci sta tutto. Ma perché non affiancarlo a un opinione positiva di qualche esponente della sinistra? La regola del sentire le due campane non vale più?

Dal punto di vista del merito: qual è il turismo classico a cui si riferisce Coppola? Quello dei ottantenni che sbarcano col pullman davanti agli hotels del Corso ingolfando il traffico?  O quello dei Mao Mao che dall’hinterland napoletano arrivano in massa con la Circumvesuviana e palleggiano con il super santos in Piazza Tasso? Caro presidente, si rassegni, queste orami sono le due tipologie di turismo sorrentino.

Ben venga un po’ di sana carne fresca che ad occhio e croce ha anche molti più soldi da spendere in ristoranti, locali, bar e negozi rispetto ai mao mao e ai quattro pensionati americani con in tasca dollari che valgono la metà dell’euro?   

 I cittadini non gradirebbero eventi come questo?  A parte il fatto che il campo gaio è organizzato a Nerano, distante buono una ventina di chilometri, e non in centro cittadino e (purtroppo) non sono previsti sfilate con musica e carri in maschera.  Ma poi, caro Massimo, in che modo pensi mai che i gay possano infastidire i cittadini di Sorrento? Credi che si metteranno a copulare sotto la statua di Torquato Tasso?  

Caro presidente, Sorrento è già meta di turismo omosessuale. Non ti sei mai fatto un giro giù alla Regina Giovanna ? Credi che il camping che si trova sulla via di Massa si chiami Campo Gaio così per caso?  E un qualsiasi cittadino di Sorrento si è mai lamentato di qualche bel giovanotto in perizoma che con tutta tranquillità prende il sole giù alla Solara?  Preferisce forse gli inglesi che si ubriacano davanti al Chaplin e schiamazzano tutta la notte?  

Detto ciò,  i miei complimenti personali al Villaggio Nettuno che ospiterà l’evento e ha trovato la strada giusta per risollevarsi dalla crisi del turismo, invece di star là a  piagnucolare e a decantare Sorrento come meta del turismo di classe.

 

 

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