Oggi a Tokyo fa un po’ caldo, non tantissimo e insopportabile come ci avevano detto, ma un po’ sì. I giapponesi estraggono dalle borse piccoli asciugamani e si tamponano graziosamente il viso. In mattina si visita il quartiere di Asaksa e il Sensi-ji, il tempio più famoso di Kyoto. Dobbiamo cambiare treno alla stazione di Ueno, una stazione enorme dove le travi basse del soffitto sono ricoperte di gommapiuma per non farti pigliare i capoccioni. La metropolitana scorre veloce e tranquilla, a mezzogiorno, nonostante siano le vacanze estive, ci sono solo signore anziane e qualche ragazza. Arriviamo al tempio: la via per arrivarci tra due file inesauribili di souvenir giapponesi: lanterne di carta, ventagli con gli idoli nippo-pop del momento, portachiavi tintinnanti, dolci al the verde, statuette degli dei della fortuna. Arrivati al tempio posso fare finalmente quello che faceva sempre Sailor Mars: scuoto la scatola dei bastoncini, apro il cassetto con il numero corrispondente e scopro il biglietto della mia fortuna: “a small fortune”, mi dice, a ogni tua azione corrisponde una reazione, se ti comporterai bene, sarai fortunato. Manco Gennaro d’Auria poteva darmi divinazione migliore. In ogni caso, rinuncio a intascarmi il biglietto in giapponese antico e lo annodo allo stendino dove lo appendono tutti. Prima di entrare nel tempio mi sciacquo le mani con il mestolo attorno alla fontana, mi cospargo del fumo del braciere, lancio la monetina di offerta, suono due volte le mani, ed eccoci nel tempio. Fiori, candele, rotoli in caratteri kanji. Ma i preparativi sono più belli del tempio stesso. Compro un talismano della felicità e via.. (more…)