Il quarto giorno decidiamo (decido) che è tempo di dedicarsi alla ricognizione e allo studio dei department stores di Tokyo. Quelli con le cose che vedi su geek blog e quelli che al posto di Stradivarius e H&M hanno Prada e Fendi. Si comincia a Ikebukuro, da Seibu, quelli che per lungo tempo sono stati considerati i più grandi magazzini del mondo, ma a dire la verità non è che mi entusiasmino granchè, molto europei. Continue reading →
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Viaggio in Giappone-Asaksa e Shinjuku-Terzo Giorno
Oggi a Tokyo fa un po’ caldo, non tantissimo e insopportabile come ci avevano detto, ma un po’ sì. I giapponesi estraggono dalle borse piccoli asciugamani e si tamponano graziosamente il viso. In mattina si visita il quartiere di Asaksa e il Sensi-ji, il tempio più famoso di Kyoto. Dobbiamo cambiare treno alla stazione di Ueno, una stazione enorme dove le travi basse del soffitto sono ricoperte di gommapiuma per non farti pigliare i capoccioni. La metropolitana scorre veloce e tranquilla, a mezzogiorno, nonostante siano le vacanze estive, ci sono solo signore anziane e qualche ragazza. Arriviamo al tempio: la via per arrivarci tra due file inesauribili di souvenir giapponesi: lanterne di carta, ventagli con gli idoli nippo-pop del momento, portachiavi tintinnanti, dolci al the verde, statuette degli dei della fortuna. Arrivati al tempio posso fare finalmente quello che faceva sempre Sailor Mars: scuoto la scatola dei bastoncini, apro il cassetto con il numero corrispondente e scopro il biglietto della mia fortuna: “a small fortune”, mi dice, a ogni tua azione corrisponde una reazione, se ti comporterai bene, sarai fortunato. Manco Gennaro d’Auria poteva darmi divinazione migliore. In ogni caso, rinuncio a intascarmi il biglietto in giapponese antico e lo annodo allo stendino dove lo appendono tutti. Prima di entrare nel tempio mi sciacquo le mani con il mestolo attorno alla fontana, mi cospargo del fumo del braciere, lancio la monetina di offerta, suono due volte le mani, ed eccoci nel tempio. Fiori, candele, rotoli in caratteri kanji. Ma i preparativi sono più belli del tempio stesso. Compro un talismano della felicità e via.. Continue reading →
Nessun commentoViaggio in Giappone: Tokyo-Secondo Giorno
(dove si scopre l’electric town di Akihabara e i megastore con i commessi dai mille inchini)
Il secondo giorno a Tokyo inizia con una missione ben precisa: acquistare LA macchina fotografica. Prima tappa quindi a Akihabara, l’electric town, il quartiere con i grandi megastore dell’elettronica. Tutto una zona quindi di roba tipo Euronics e Trony, inframezzati però da negozi di fili elettrici e librerie manga. E soprattutto di Lolita Bar ( che non mi ricordo ora come si chiamano davvero) ma comunque sono dei posti, sponsorizzati da una Lolita, ovvero una ragazza vestita da bambolina) che dà volantini in strada) dove entri e puoi parlare con queste ragazze vestite da cameriere, lolite, bambine, governati, in un tripudio di pizzi e codini. Le librerie manga di queste parti mi sembrano essere specializzate in soft-porno e soprattutto, nella vendita di torte. Torte confezionate in scatole colorate tipo giochi da tavolo e messe lì impalate. Continue reading →
2 CommentiViaggio in Giappone-Tokyo-Giorno 1
Al risveglio Tokyo è un quadrato di centro direzionale fuori alla finestrella della Weekly Mainson Hisaghi-Ikebukuro: un 12 metri quadrati di stanza dove hanno messo in ordine geometrico pefetto un letto semi-matrimoniale, un cucinino con piastra, forno a microonde e bollitore per il the, una scrivania con presa lan, scarpiera, armadio e un bagno che loro chiamano “pre-fabbricato” vale a dire una specie di cabina del telefono con dentro bagno, lavandino e doccia. I rubinetti vanno al contrario. In dotazione della stanza, che loro definiscono “semi-double”, vestagliette ( le iukata e pantofoline). Alla tv una rassegna stampa a colori psichedelici. Continue reading →
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